25 marzo 2016

La mia [im]perfetta pastiera napoletana




Profumo d’arancio, profumo di cannella, profumo di primavera. La pastiera, dolce della tradizione pasquale napoletana, li racchiude tutti. Per preparare la pastiera mi sono armata di pazienza, lentezza e tanto amore.
A Napoli si prepara il giovedì santo e si dovrebbe mangiare la domenica ma a casa mia era il dessert del sabato, preceduto da casatiello, ricotta salata, fave e salame.
 Prima di scegliere la ricetta ho letto tanto in rete e alla fine ho fatto fede a quella di mia madre. 
 Non ho rispettato la tradizione , non ho resistito, e già ne ho provato un pezzo. Sono molto soddisfatta. La mia pastiera è:
- imperfetta perché si è leggermente rotta, come potete notare dalle foto. 
- perfetta perché è made in Barcellona ed ha il grano, l’aroma millefiori , i canditi, la ricotta di pecora. Sì compaesani napoletani residenti a Barcellona, state leggendo bene, la ricotta che ho usato è di pecora e l’ho trovata dal mitico pakistano della Calle Parlament (grazie a Ale per il grano e l'aroma millefiori!) insieme agli altri ingredienti fondamentali.
La mia pastiera napoletana made in Barcellona, sarà il dessert di domani, preceduta da un casatiello, anch’esso homemade e made in Catalogna, che in questo momento sta liveitando sotto al forno,  ma anche di domenica, lunedì.. se ci arriva!

E tu cosa hai preparato per queste feste?





Pasta frolla 
500 gr di farina 
200 gr. di burro a temperatura ambiente 
2 uova a temperatura ambiente 
150 gr. di zucchero 
1 bacca di vaniglia 
1 pizzico di sale 


Grano 
500 gr. di grano cotto 
1 noce di burro 
la buccia di un limone non trattato 
150 gr. di latte 

Ripieno
500 gr. di ricotta di pecora 
400 gr. di zucchero 
6 uova
1 cucchiaino di cannella
1 fiala di essenza millelfiori o fior d’arancio
1 bicchierino di liquore strega 
1 bacca di vaniglia


Pasta frolla 
Disponete la farina a fontana, il burro, lo zucchero, la buccia grattugiata del limone , la bacca di vaniglia, un pizzico di sale e impastate fino a rendere compatto il composto. Se avete la planetaria , inserite nel boccale tutti gli ingredienti e azionare la macchina fino a che il risultato sia una impasto compatto. Avvolgete la frolla con la pellicola transparente e riponete in frigorifero almeno per due ore. 

Grano
In una pentola versate il grano, il latte, il burro , la buccia del limone, il latte e una volta raggiunto il bollore abbassate la fiamma a minimo e lasciate cuocere fino a che il grano abbia assorbito il latte, rimuovendo spesso. Deve avere la consistenza di una crema. Fatela raffreddare. Completamente. 

Ripieno
Lavorate la ricotta con lo zucchero con l’aiuto di un frullino. Aggiungete le uova, la bacca di vaniglia,1 cucchiaino di cannella, la fialetta di millefiori, 1 bicchierino di strega e amalgamate il tutto. Aggiungere i canditi e mescolate. Infine, aggiungete la crema di grano e mescolate il tutto. 

Stendete la pasta frolla precedentemente tolta dal frigorifero e foderate lo stampo fino ai bordi. Versate il ripieno, evitando di far toccare i bordi della frolla. Chiudere striscioline di frolla a forma di croce. Infornare a 180º (forno preriscaldato) per circa un’ora. Controllate la cottura per ché depende dalla grandezza della pastiera. Con questi ingredienti ne ho fatte due, usando uno stampo da 23 cm e un altro da 20 cm. Durante la cottura la pastiera tende a gonfiarsi ed è normale! Può anche rompersi, ma a me non da fastidio

Una volta raffreddata spolverate con zucchero a velo, così potete anche coprire eventuali imperfezioni!:)










BUONA PASQUA!!!



23 novembre 2015

Risotto ai funghi express #Risotto de setas express


Da un bel po’ ho un debole per il riso e i risotti. E’ autunno, siamo in epoca di funghi e qui a Barcelona, tra gli scaffali dei fruttivendoli si possono incontrare molte varietà. Riso+funghi= risotto ai funghi. Il mio però è un risotto alquanto eretico soprattuto pensato per me e per tutti coloro che amano cucinare ma che spesso non hanno il tempo sufficiente per farlo. I “risottari” senza dubbio penseranno che sono pazza. Il mio risotto si prepara senza brodo, senza versare poco alla volta mestoli di liquido per la cottura ma, come direbbe mia mamma, “tutto insieme” Insomma, se volete preparare un risotto veloce veloce il mio procedimento è ciò che vi serve. Il risultato è buono. Lo giuro!

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Desde hace algún tiempo tengo una debilidad por el arroz y el risotto. Es otoño, estamos en plena época de setas y en los escaparates de las fruterías podemos encontrar muchas variedades. Arroz+setas= risotto de setas. Pero mi risotto es un risotto bastante herético y está pensado para mi y para todos los a quien les encanta cocinar y que no tienen el tiempo suficiente para hacerlo. Sin ninguna duda los aficionados al risotto pensarán que estoy loquilla. Mi risotto se prepara sin caldo, sin cocer el arroz echando liquido poco a poco sino, como diría mi madre, “todo junto”. En fin, si queréis preparar un risotto super fácil y rápido esta receta es la que necesitáis. El resultado es muy bueno. Lo prometo!






















29 luglio 2015

Pannocchia bollita #Mazorca hervida


Vorrei cominciare questo post con una parentesi linguistica. Ho fatto una veloce ricerca nella rete e ho trovato che la parola pannocchia nel dialetto napoletano è detta “sponza”, una parola che per gli abitanti di Torre del Greco, la mia città natale, non sarebbe molto familiare. Per noi la pannocchia è la “pullanghella”. E’ un termine che ha sostituito completamente la parola pannocchia. Non ho mai ascoltato nessun torrese dire: “ci mangiamo una pannocchia”?
Pullanghella è una delle mie parole preferite ed uno dei street food più diffuso in Campania. I venditori ambulanti sono dotati di una brace per la versione arrostita e di grossi pentoloni di alluminio per la versione bollita. 
La pullanghella era la merenda favorita dei miei pomeriggi estivi. Udivamo da lontano la voce del "signore delle pullanghelle" e chiedevamo a mia madre di comprarle. Una volta arrivato sotto al palazzo con il suo carretto, mia madre abbassava il paniere con i soldi e lui lo riempiva con le pullanghelle bollite. Come alternativa, andavamo "all’angolo del bar Di Donna" dove avevamo l’opportunità di sceglierla anche arrostita. Ma la mia favorita restava quella bollita.
Qualche pomeriggio fa entro in un supermercato e nel bancone della frutta  le vedo. Senza pensarci su due volte le ho comprate e lo stesso pomeriggio le ho cucinate. Quando tra le mie mani ho tenuto la pullanghella appena cotta, e dopo essermi scottata le dita come di consueto, ho chiuso gli occhi, ho dato il primo morso immaginando di essere in quell’angolo di strada con mio fratello.
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Hace unos días entré en el supermercado y vi unas hermosas mazorcas de maíz y pensé que después de tantos años viviendo en Barcelona había llegado el momento de comprarlas y prepararlas hervidas o sea de la misma manera que las comemos en Nápoles.
La mazorca es uno de los street food más popular en Nápoles y he encontrado por la red que es muy típico también  en Colombia  y en Enstabul.
En mi ciudad los vendedores de la calle se arman de parrillas y de enormes ollas de aluminio para hacerlas a la plancha o hervidas. Mi favorita siempre ha sido la versión hervida.
La mazorca era mi merienda de verano favorita y recuerdo que cuando se oía de lejos la voz del “hombre de las mazorcas” pedíamos a mi madre que nos las comprara. El hombre llegaba debajo de nuestro edificio con su carrito y mi madre bajaba la cesta por el  balcón con el dinero y él la llenaba de mazorcas.
Teníamos  también otro lugar favorito donde comerlas. En una esquinita de una calle, al lado de un famoso bar de mi barrio, se ponía un hombre con su parrilla y su enorme olla.
La misma tarde que fui al supermercado las preparé en casa. Cerré los ojos, di el primer mordisco y imaginé estar en aquella esquina con mi hermano.










18 maggio 2015

Risotto al radicchio rosso #Risotto de achicoria roja


Il sole risplende in quel di Barcellona mentre il vento agita le foglie del platano de sombra di fronte alla mia finestra. Questo enorme albero è ora colmo di foglie palmate che saranno la mia tenda naturale fino alla fine dell’estate. Finché posso, mi perderò nel suo verde intenso, credendo, per alcuni attimi, di essere in un luogo límpido e lontano dalla città.
Dal verde delle foglie del mio albero passo al rosso rubino delle foglie del protagonista della ricetta di oggi: il radicchio. Una verdura a forma di palla (quello di Chioggia è l’unico che trovo qui), dalle proprietà depurative che può essere consumata cruda o cotta.
Ti assicuro che il risotto al radicchio, con un touch di vino rosso e Taleggio, è un piatto che conquisterà te e i tuoi commensali.

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El sol resplandece en el cielo de Barcelona mientras el viento agita las hojas del plátano de sombra en frente de mi ventana. Ese enorme árbol está repleto de hojas palmeras las cuales harán de cortina natural para mi ventana,mientras que dure el verano. Me voy a perder, hasta que pueda, en su verde intenso creyendo por unos instantes de encontrarme en un lugar puro y lejos de la ciudad. Desde el verde de las hojas de mi árbol pasamos al rojo rubí de las hojas del ingrediente protagonista de la receta de hoy: el radicchio o bien achicoria roja. Es una verdura con forma de pelota y con propiedades depurativas que se puede comer cruda o cocida.
Te la propongo cocida y te aseguro que el risotto al radicchio con un toque de vino tinto y queso Taleggio (si no lo encuentras puedes utilizar un queso de pasta blanda) es un plato que te enamorará y enamorará al paladar de tus comensales.










20 aprile 2015

Paris [18 years later]


La settimana scorsa, in occasione della Maratona di Parigi, sono tornata nella città  dell' amour dopo 18 lunghi anni. Naturalmente non ero io a dover correre 42,195 km ma monsieur C.! Parigi è stata la prima capitale europea che ho visitato e forse proprio perché è stato il mio primo viaggio all'estero, conservo nitidi i ricordi di quell'aprile del 1997. Dal primo all'ultimo giorno, scrutai ogni angolo della città con occhi di una adolescente sognatrice e una Olympus X-A2. 
Parigi, aprile 2015: gli occhi di una adulta sognatrice e una reflex.
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La semana pasada, en ocasión de la Maraton de Paris volví a la ciudad del amour después de 18 años. Desde luego, no era yo la que tenía que correr 42,195 Km sino monsieur C.!Paris fue la primera capital europea que visité y probablemente por ese motivo guardo vivos recuerdos de aquel abril del 1997. Desde el primero hasta el último día observé cada esquina de la ciudad con ojos de una adolescente soñadora y una cámara analógica, una Olympus X- A2.
Paris, abril del 2015: los ojos de una adulta soñadora y una cámara reflex.

17 marzo 2015

Mini panettoni gastronomici #Mini panettoni gastronómicos


In cucina non si finisce mai di scoprire e la mia nuova scoperta sono i mini panettoni gastronomici. Piccoli, soffici e perfetti da proporre come antipasto per una cena natalizia  tra amici. Ad essere sincera, io  un panettone gastronomico non lo avevo ancora provato. Questi li ho comprati durante le feste natalizie a Napoli, li ho riposti nella "valigia-dispensa" per  Barcellona e una sera li ho preparati farcendoli come vi spiegherò tra poco. 
 Visto che non è complicato trovarli tutto l'anno, la  mia prossima sfida sarà quella di preparare l'impasto in casa, perché ci sono piaciuti tanto. Hanno un sapore simile a un pan brioche e sono troppo troppo sfiziosi a vederli!
                                                                              
                                                                          ****

Mi nuevo descubrimiento son los  mini panettoni gastronómicos. Son panettones, pequeños y suaves, con relleno salado perfectos como entrante para sorprender a vuestros amigos durante una cena navideña.  Todavía no había probado un panettone gastronómico y esos los compré durante las fiestas de Navidades en Nápoles y los puse en mi "maleta-despensa" para Barcelona y una noche los preparé como os explicaré despues. Mi próximo desafío será  preparar la masa casera, ya que no se encuentran durante todo el año y nos gustaron mucho. Tienen un sabor parecido al pan brioche y la verdad que son  muy pero muy monos! De hecho, en España los podríais encontrar en  tiendas especializadas en productos italianos o en el Cortes Ingles. Yo ví unos de tamaño normal allí pero el precio me pareció excesivo.




03 febbraio 2015

Las flores y el amistad














Per oggi niente cibo. Le protagoniste sono queste piantine ed i loro colori meravigliosi. Ho aspettato con ansia il fine settimana per fotografarle. Due lunedì fa, al  rientro dal lavoro, accendo la luce del salone e trovo questa meraviglia di sorpresa. 
Questo post è noi, per il nostro legame, per le nostre anime lontane ma vicine. A noi che amiamo i fiori, i pasticcini, Amelie e Parigi, le illustrazioni, i mestoli e le fruste, i cuori, le tisane e le spezie, le quiche e la pizza, le stelle e le nuvole, gli hamburger e gli uramakis.
 Grazie e torna prestopresto! 


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Hoy nada de comida, las protagonistas son esas preciosas plantas y sus preciosos colores. Esperé que llegara el fin de semana para fotografiarlas. Hace dos lunes, vuelvo del trabajo, enciendo la luz del salón y encuentro tu sorpresa.
 Este post es para nosotras, para nuestra amistad. A nosotras que nos gustan las flores, los pastelitos, Amelie y Paris, las ilustraciones, las cucharas y las varillas, los corazones, las infusiones y las especias, las quiches y la pizza, las estrellas y las nubes, las hamburguesas y los uramakis.
 Gracias por todo y vuelve pronto!





La redecouverte  


20 novembre 2014

Pastel de tres leches {again}




He vuelto a hacer este delicioso pastel para una comida especial y gente muy especial.
La receta la encontráis aquí 

Ho rifatto questo delizioso dolce per un pranzo speciale e persone speciali.
La ricetta la trovate qui.

Feliz jueves! * Felice giovedì! 

Lety







10 novembre 2014

Zuppa di zucca, ceci e spinaci baby # Estofado de calabaza, garbanzos y espinacas baby


L’ho già detto in qualche vecchio post che tra i miei grandi amore c’è la zucca. Potrei mangiarla tutti i santi giorni della mia vita. Riflettendoci bene, negli ultimi mesi in casa la mangiamo almeno due volte a settimana. Ad esempio oggi a pranzo abbiamo mangiato pasta con zucca e cozze ricetta tra l’altro proposta qui qualche anno fa. La ricetta di oggi è dello chef José Pizzarro. Non ricordo come sono finita su la rubrica di The Guardian ma ricordo di averla salvata tra “lericettechedevofare”. Mi è piaciuta così tanto che in casa l’abbiamo mangiata già diverse volte ed ho pensato che si meritava un post! 
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Ya lo dije en unos de los posts antiguos que entre mis grandes amores hay la calabaza. Podría comerla cada día de mi vida. Si lo pienso bien en los últimos meses en casa solemos comerla al menos dos veces por semana. Por ejemplo, hoy hemos comido un rico plato de pasta de calabaza y mejillones, receta que además publiqué aquí hace unos años. La receta que os propongo es del chef José Pizarro. No me acuerdo como llegué en la web de The Guardian… me acuerdo sólamente que la guardé en la carpeta “recetasquetengoquehacer”. Me ha gustado muchísimo a tal punto que ya la hemos comido varias veces. Si te gustan los garbanzos, la calabaza y las espinacas pues ya sabes que tienes que probarla. Además con el tiempo que hace es lo ideal.





Ora tocca la ricetta, con delle modifiche rispetto all’originale.

Ingredienti x 2 persone

200 gr. di ceci secchi ( o precotti)
250 gr. di zucca
50 gr. di spinaci baby
1 spicchio d’aglio
1 dado vegetale bio
1 pezzeto di zenzero
peperoncino macinato
sale
olio extra vergine d’oliva

Ho messo a bagno tutta la notte i ceci  in acqua fredda (circa 14 ore) e il giorno dopo li ho cotti nella pentola a pressione per circa 15 minuti. Se non avete tempo, potete comprarli già lessi magari biologici visto che non contengono i maledetti E (conservanti e sulfiti).
Ho sbucciato la zucca, lavata e tagliata in cubetti.
In una padella, dai bordi alti, ho riscaldato 3 cucchiai di olio evo, grattugiato lo zenzero, aggiunto un pizzico di peperoncino ed ho fatto rosolare l’aglio per qualche minuto. Ho aggiunto la zucca, lasciata insaporire 3-4 minuti ed ho aggiunto due bicchieri di acqua. Avevo un dado vagetale bio (senza glutamato, senza olio di palma e senza sale, etc. etc…)  e l’ho aggiunto.  Dopo 15 minuti di cottura ho aggiunto i ceci, ho aggiustato di sale ed ho lasciato cuocere per altri 15 minuti a fuoco lento.
Poco prima di servire ho aggiunto gli spinaci baby. Che meraviglia!
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Vamos con la receta, he hecho algunas modificaciones respecto al original.

Ingredientes para 2 personas

200 gr. de garbanzos secos ( o precocidos)
250 gr. de calabaza
50 gr. de espinacas baby
1 diente de ajo
1 dado vegetal bío
1 trocito de jengibre
guindilla
sal
aceite virgen extra

He dejado en remojo los garbanzos toda la noche (casi 14 horas) . El día siguiente los he cocido en la olla a presión durante 15 minutos. Si no tenéis tiempo podéis usar garbanzos precocidos y mejor si biológicos ya que no llevan los malditos E (conservadores y sulfitos). En una olla he calentado 3 cucharadas de aceite, he rallado el jengibre, añadido un trocito de guindilla y el ajo y lo he rehogado unos minutos. He añadido los cubitos de calabaza y los he hecho cocer a fuego medio durante unos 4 minutos.  He añadido dos vasos de agua y cuando ha empezado a hervir he agregado el dado vegetal. Después de 15 minutos he echado los garbanzos, he añadido la sal a gusto y he dejado cocer 15 minutos más. Antes de servir he añadido las espinacas baby. Qué delicia!


Cin cin!
November Night  by Joscho Stephan