16 maggio 2013

Brownies de almendras # Brownies alle mandorle


(Nota del 1°maggio)
Il mese di aprile si è concluso meteorologicamente male.  Qui a Barcellona, ci sono stati 5 giorni di maltempo ininterotto.  Cielo totalmente coperto e pioggia. Di un raggio di sole nemmeno l’ombra.  Nel frattempo, i  miei da Napoli mi ripetevano che stavano morendo di caldo, che si sudava e che l’estate era già arrivata.
Maggio si è preso la rivincita, è apparso raggiante.  Mi sveglio, vado in salotto e quella luce calda  che filtra tra i vetri della finestra mi mette buonumore e voglia di una colazione diversa. Sì, voglio  brownies.  


Ingredienti
60 gr. di farina
2 uova
120 gr di burro (temperatura ambiente)
120 gr di cioccolato fondente
150 gr di zucchero
100 gr di mandorle triturate
1 pizzico di sale

Procedimento
Ricordatevi di togliere le uova dal frigorifero un po’ prima e che il burro deve essere a temperatura ambiente.
Sciogliamo il cioccolato a bagno maria.
In una ciotola lavoriamo le uova con lo zucchero e un pizzico di sale.  Aggiungiamo il burro e mischiamo bene.  A questo punto incorporiamo la farina el il cioccolato fuso. Infine le mandorle.  Rivestiamo una teglia con carta da forno e riempiamola con il composto. Cuociamo nel forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. Facciamo la prova stecchino!  Lasciamolo raffreddare e serviamolo con un caffè, un gelato, delle fragole…


                                                                                         
EN CASTELLANO

 (Nota del 1 de mayo)                                        
El mes de abril terminó meteorológicamente mal.  En Barcelona, hubo 5 días de mal tiempo sin interrupción.  Cielo cubierto y lluvia. De un rayo de sol ni siquiera la sombra..
Mientras tanto mis padres desde Nápoles me repetían que se morían de calor, que sudaban mucho, que el verano ya había llegado. Mayo se ha vengando. Ha aparecido luminoso. Me levanto, voy al salón y aquella luz caliente que filtraba por  los cristales de la ventana me pone de buen humor. Se me antoja un desayuno diferente. Sí, quiero brownies.

Ingredientes
60 gr. de harina
2 huevos
120 gr. de chocolate negro
150gr. de azúcar
100 gr. de almendras trituradas
1 pizca de sal

Elaboración
Acordarse de sacar los huevos de la nevera una media hora antes y que la mantequilla tiene que estar a temperatura ambiente.
Fundimos el chocolate a baño maria.
En un bol batimos los huevos con una pizca de sal y el azúcar. Añadimos la mantequilla y mezclamos bien. Añadimos la harina tamizada, el chocolate y mezclamos la masa.  Por último añadimos las almendras y seguimos mezclando.
Echamos la masa en una bandeja forada con papel horno y cocemos en horno precalentado a 180 grados durante 25-30 minutos. Hacemos la prueba del palillo! Dejamos enfriar y servimos con café, fresas, helado… 



Cin cin!
Dancing with myself- Nouvelle Vague 







27 aprile 2013

Ricettage e polpette di zucchine #Ricettage y albóndigas de calabacín


“Cosa fa un marito solo? Certo non muore di fame nè scappa con la vicina di casa se ha in casa il Ricettage, Ricette & Collage”.
Ricettage è il libro che vedete nelle foto di questo post, un libro che ho tra i miei food books, uno dei miei preferiti perché ha valore affettivo speciale.
E’ un ricettario autoprodotto da Carmela Iacobelli di Salse e merende e Ottoeffe.
La mia copia è dedicata e firmata da Carmela, amica-sorella, compagna di avventure e disavventure, di risate e pianti. Sebbene centinaia di chilometri ci separino da molti anni, quell’invisibile filo chiamato amicizia continua a tenerci unite.
Una delle ricette di Ricettage che avevo in archivio è quella delle polpette di zucchine. Vi invito a provarla perché sono una bomba di bontà! Di fatto, una volta servite, sono scomparse in pochi minuti..
La ricetta orignale prevede 4 cucchiai di pane grattuggiato però ne ho aggiunto un po’ di più perché le zucchine che avevo (e che si trovano qui a Barcellona) erano enormi. 


Ingredienti
2 zucchine medie
1 uovo
50 gr mix di parmigiano e pecorino
Pane grattugiato (per la massa e per l’impanatura)
Sale, pepe, farina
Olio di semi

Preparazione
Laviamo e tagliamo le zucchine a tocchetti. Cuociamole in acqua bollente e salata per circa 15 minuti. Lasciamole raffreddare. In una ciotola mettiamo le zucchine, le uova, i formaggi grattugiati, il pane grattugiato (almeno 8 cucchiai), sale e pepe ed amalgamiamo bene. Formiamo delle polpette con l’aiuto della farina e passiamole nel pane grattugiato.
Friggiamole in olio bollente oppure al forno (180° per 30 minuti).


EN CASTELLANO

“Qué hace un marido sólo? Claro que no se muere de hambre ni se escapa con la vecina si tiene en casa Ricettage, Ricette & Collage”.
Ricettage es el libro que veis  en las fotos de este post, un libro parte de mi colección de food books, uno de mis favoritos porque tiene un gran valor sentimental. Se trata de un recetario autopublicado por Carmela Iacobelli de Salse e merende y Ottoeffe. Mi copia es dedicada y firmada por Carmela, amiga-hermana, compañera de aventuras y desgracias, de risas y llantos. Aunque centenares de kilómetros nos separen desde hace muchos años, este hilo invisible llamado amistad nos sigue uniendo.
Una de las recetas de Ricettage que tenía fichada es la de albóndigas de calabacín. Os invito a probarlas porque son tremendamente ricas! De hecho, una vez servidas han desaparecido en pocos minutos...
La receta original lleva 4 cucharadas de pan rallado pero he añadido un poco más porque las calabacines que tenía (las que se encuentran aquí en Barcelona) eran enormes.
  
Ingredientes:
2 calabacines
1 huevo
50 gr mix de parmesano y queso pecorino
pan rallado (para la masa y el rebozado)
sal, pimienta, harina
aceite para freír

Preparación:
Lavamos y cortamos los calabacines en cubitos. Los cocemos en agua hirviendo y salada durante unos 15 minutos. Dejamos enfriar. En un bol ponemos los calabacines, los huevos, los quesos rallados, 8 cucharadas de pan rallado, sal, pimienta y mezclamos bien. Formamos albóndigas con el ayuda de la harina y las pasamos por el pan rallado.
Freímos en aceite caliente o bien al horno (180° durante 30 minutos).



Cin cin!





18 aprile 2013

Zabaione {e tanti ricordi} #Zabaione {y muchos recuerdos}


Una ricetta e tanti ricordi. Sto parlando dello zabaione. Fermi tutti. Non pensate al classico dessert, perché a Napoli, ed ho scoperto anche in Sicilia, il tuorlo dell’uovo sbattuto con zucchero lo chiamiamo così.
Questo è un post dei ricordi e vi racconto il perché.
Ho avuto la fortuna di trascorrere l’infanzia e l’adolescenza lontano dal centro della mia caotica città, circondata da verde, orti,conigli, galline e gatti. Ho avuto la fortuna di mangiare frutta e verdura fresca appena raccolta…come la chiamano oggi ecologica. Spesso Zio Gennaro ci regalava delle uova appena ”sfornate “ dalle sue galline ed io sapevo che avrei fatto la colazione più buona dell’universo. Sì, perché lo zabaione si mangiava a colazione, per dare forza ed energia ai bambini.
Osservavo mia madre mentre separava il tuorlo dall’albume, aggiungeva lo zucchero e sbatteva energicamente il tutto per pochi minuti. Aspettavo con ansia che la deliziosa crema incontrasse il mio palato.Il caffè per i grandi era pronto e per noi sarebbe servito a dare un tocco speciale al nostro zabaione. Qualche goccia di caffè et voilà, era pronto. E’ un privilegio poterlo mangiare, perché se l’uovo non è fresco è sconsigliato.
Sono tornata a casa per le vacanze pasquali e lì, tra glialberi e gli orti c’è chi ancora può darti “uova fresche. Sono andata io stessa a prenderle da una simpatica vecchietta. L’ho preparato, gustato ed ho rivissuto quei momenti indimenticabili. 




Ingredienti:
1 tuorlo d’uovo FRESCO
2 cucchiai di zucchero
Qualche goccia di caffè

Preparazione
Separare il tuorlo dall’albume. Aggiungere lo zucchero e con un cucchiaino sbattere per circa 3 minuti fino ad ottenere una crema. Aggiungere qualche goccia di caffè. 


Dream, dream, dream...

EN CASTELLANO
Una receta y muchos recuerdos. Estoy hablando del zabaione. Tranquilos. No penséis en el clásico postre. Porque en Nápoles, y he descubierto que también en Sicilia, la yema de huevo batida con azúcar le llamamos así.
Este es un post de los recuerdos y os voy a contar el porqué.
He tenido la suerte de pasar mi infancia y adolescencia lejos del centro de mi caótica  ciudad, rodeada de verde, huertos, conejos, gallinas y gatos. He tenido la suerte de comer frutas y verduras frescas recién recogidas…o ecológicas, como las llaman hoy.
A menudo tío Gennaro nos regalaba huevos recién salidos de sus gallinas y yo sabía que me había tocado el desayuno más rico del mundo mundial. Sí, porque el zabaione se comía en el desayuno para dar fuerza y energía a los niños antes de ir al cole.
Observaba a mi madre mientras separaba la yema de la clara, añadía el azúcar y luego lo batía enérgicamente durante unos minutos. No veía la hora que esa deliciosa crema encontrara mi paladar. El café estaba listo para los adultos y también serviría para dar un toque especial al zabaione. Unas gotitas de café, et voilá, listo.Es un privilegio poder comerlo porque está desaconsejado si el huevo no está fresco!
Volví a casa para Semana Santa y allí, entre árboles y huertos, hay todavía quien te puede dar huevos frescos. Fui yo misma a buscarlos en casa de una viejita muy maja. Lo preparé, lo saboreé y volví a vivir aquellos inolvidables momentos.

Ingredientes:
1 yema (huevo FRESCO)
2 cucharadas de azúcar
Unas gotas de café        


Separamos la yema de la clara. En un vaso añadimos el azúcar y con una cucharita batimos durante 3 minutos hasta obtner una crema espumosa. Añadimos unas gotitas de café











24 marzo 2013

Involtini di pasta fillo con ricotta e pomodori secchi # Rollitos de pasta filo con ricotta y tomates secos

Pasta fillo =nuovo amore. Giaceva nel frigorifero da un bel po' e stamattina ho finalmente avuto l’ispirazione per usarla. Ho pensato di preparare degli involtini con ricotta e pomodori secchi. Risultato più che soddisfacente!! E’ la prima volta che uso questo tipo di pasta e il sapore, la consistenza mi hanno stregato: sottile, leggera, croccante. Se non l’avete ancora provata vi invito a farlo e magari farcitela con questo delizioso ripieno!
                                               Felice primavera e buone vacanze pasquali!

La nota musicale di questo post è un'intrerpretazione di Lágrimas Negras di Diego El Cigala con Bebo Valdés, un grande pianista jazz scomparso il 22 marzo. Che la terra ti sia lieve Bebo!
Lágrimas negras- Bebo Valdés y Diego el Cigala 





EN CASTELLANO
Pasta filo =nuevo amor. Llevaba en mi  nevera una semana o más y por fin esta mañana he tenido la inspiración para cocinarla. He pensado en preparar unos rollitos de ricotta y tomates secos. Resultado más que satisfactorio! Es la primera vez que utilizo ese tipo de masa y su sabor  y su textura me han encantado: fina, ligera y crujiente. Si todavía no la habéis probado os invito a hacerlo porque merece la pena e incluso podríais prepararla con ese relleno.
Feliz primavera y felices fiestas pascuales!

Ingredientes {para 16 rollitos}
8 hojas de pasta filo
500 gr. Ricotta
4 cucharadas de parmesano
tomates secos (unos 12)
sal y pimienta
mantequilla

Calentamos agua con una cucharada de vinagre y ponemos los tomates en remojo durante 20 minutos. Cortamos en trocitos y reservamos.
En un bol mezclamos la ricotta con el parmesano, sal y pimienta.  Añadimos los tomates y mezclamos bien.
Cortamos la masa en cuadrados de 12 cm y utilizamos 3 laminas para cada rollito. Con un pincel untamos de mantequilla fundida cada lámina y las colocamos una encima de otra. Ponemos una cucharada de relleno y enrollamos. Podemos cerralos con un hilo de cebollino.
Colocamos los rollitos en una bandeja forrada con papel de horno y cocemos en el horno precalentado a 180° durante 15 minutos. La masa tiene que estar dorada.
Servimos tibios.


La canción de hoy es una versión de Lágrimas Negras de Diego El Cigala y Bebo Valdés, un pianista jazz que falleció el 22 de marzo. Que la tierra te sea ligera Bebo!



Con questa ricetta partecipo al contest Ricotta Mille Usi di About Food
contest 2


15 marzo 2013

Salsicce e scarole {alla napoletana} # Butifarras y escarolas {a la napolitana}

Lontano da casa, lontano dai friarielli. Ma dalle scarole no, per fortuna. Avevo nel congelatore delle salsicce arrivate direttamente da Napoli ed ho pensato di accompagnarle con un altro contorno degno di nota: le scarole per l’appunto. In Spagna la scarola si mangia cruda, come insalata, e quando ho detto al fruttivendolo che la dovevo cucinare è rimasto sorpreso. L’ho saltata alla napoletana però senza uvetta, perché a casa mia solitamente non la mettiamo. Erano buonissime proprio come quelle di mia madre!


BUON FINE SETTIMANA# BUON FIN DE SEMANA!
Please Mr.Postman- The Marvelettes 


EN CASTELLANO

Lejos de casa, lejos de los friarielli. Pero de las escarolas no. En el  congelador había unas butifarras de Nápoles y pensé en acompañarlas con una verdura que también es muy rica: la escarola. En España se suele comer cruda, de hecho cuando le dije al chico de la frutería que la tenía que cocinar, se quedó sorprendido  La preparé a la napolitana pero sin pasas porque en mi casa no solemos poner. Estaba buenísima, igual a la de mi madre!

Ingredientes para 2 personas
2 escarolas
1 diente de ajo
guindilla
1 cucharada de piñones
2 cucharadas de alcaparras
8-10 aceitunas negras (de Aragón)
aceite de oliva
4 butifarras

Limpiamos y lavamos bien las escarolas quitando las hojas externas. Las dejamos escurrir.
En una sartén calentamos 4 cucharadas de aceite y sofreímos el ajo con un trocito de guindilla. Añadimos las escarolas, tapamos y dejamos cocer durante 10 minutos. Después, añadimos las aceitunas, las alcaparras y los piñones. Dejamos cocer unos 20 minutos a fuego medio y salamos.
En una sartén calentamos un vaso de agua y añadimos las butifarras que dejaremos cocer unos 5 minutos. En otra sartén calentamos una cucharada de aceite, ponemos las butifarras y dejamos cocer hasta que estén doradas.
Mezclamos las escarolas con las butifarras y servimos caliente. 



22 febbraio 2013

Galette complète {galette di grano saraceno#galette de trigo sarraceno}

La prima volta che ho assaggiato una galette bretonne ero all’Île de Ré, una piccola isola francese adagiata sull’Oceano Atlantico appartenente alla regione Poitou-Charentes, una regione a me molto cara. Caratterizzata da una forma lunga e stretta, l’isola può essere percorsa in bici ed è sorprendente la varietà di paesaggi che si possono ammirare. Ho dei bellissimi ricordi di quell’estate. 
Adoro la cuicina francese,adoro un francese e adoro le galette francesi. Sono crepes tipiche della Bretagna,  preparate con farina di grano saraceno (sono chiamate anche galettes au sarrasin) e hanno una consistenza meno elastica rispetto alla crepes tradizionali. Tra l'altro sono prive di glutine. Possono essere farcite in vari modi ed una delle più famose è la galette complète che vi propongo oggi.




Ed ora il momento del brindisi 


EN CASTELLANO


La primera vez que probé una galette bretonne estaba en Île de Ré, una pequeña isla francesa situada en el Océano Atlántico que es parte de la región Poitou-Charentes a la cual le tengo mucho cariño.
Caracterizada por su forma larga y estrecha se puede recorrer en bicicleta y sorprende las variedades de paisajes que se pueden admirar.
Adoro la cocina francesa, adoro un francés y adoro las galettes francesas. Son crepes tipicas de Bretaña preparadas con trigo sarraceno (de hecho las llaman también galettes au sarrasiny tienen una textura menos elástica que las crepes tradicionales. Además son sin gluten. Se pueden rellenar con una infinidad de ingredientes y una de las más populares es la galette complète que os voy a proponer hoy.

Ingredientes {para 12 crepes}
Masa
330 gr. de harina de trigo sarraceno
10 gr. de sal
700ml de agua fría
1 huevo 
Relleno
jamón cocido
queso emmental
huevo

En un bol mezclamos la harina con la sal. Añadimos el agua en dos  veces y batimos bien con la ayuda de una varilla. La masa tiene que quedarse sin grumos. Tapamos el bol con papel film y dejamos reposar en la nevera al menos durante una hora.
En una sartén antiadherente ponemos un trocito de mantequilla  y vertemos un cucharón de masa.  Movemos la sartén de manera circular para que la masa se quede fina. Cocemos 2 minutos para cada lado. Para dar la vuelta he utilizado una tapa...no soy muy hábil para lanzarla en el aire!

GALETTE COMPLÉTE
En una sartén calentamos un trozo de mantequilla, ponemos la galette, una loncha de jamón, el emmental rallado y el huevo frito. Cerramos y servimos caliente.


26 gennaio 2013

Orecchiette con broccoli di cavolo e lardo soffritto # Orecchiette con brocoli y tocino


“Regalatemi libri di cucina e ne sarò felice”, disse un’appassionata di cucina e food blogger. Quell’appassionata sono io e chi mi conosce bene, ha approfittato delle feste natalizie per esaudire la mia richiesta e rendermi HAPPY.
Nella mia food library c’è un nuovo libro di ricette, regalatomi da una persona che qui,in terra catalana,significa molto per me. Si intitola “La cucina pugliese” (di Luigi Sada) ed è una raccolta di antiche ricette tipiche della bella Puglia. I titoli delle ricette sono tradotti nel dialetto pugliese ed il piatto che vi presento è “Pociacche e cime de cole ch-u lardìedde sfritte”.


Grazie mille,Ross!

###
“Regaladme libros de cocina y estaré feliz” dijo una apasionada de cocina e food blogger.Aquella apasionada soy yo y los que me conocen bien aprovecharon las fiestas navideñas para cumplir mi deseo y hacerme HAPPY.
En mi food library hay un nuevo libro de recetas que me regaló una persona que aquí, en tierra catalana, representa mucho para mi.El título es “La cucina pugliese” (de Luigi Sada)y se trata de una compilación de antiguas recetas típicas de Apulia, una linda región italiana. Los títulos de las recetas están traducidos en dialecto de Apulia y el plato que os presento es “Pociacche e cime de cole ch-u lardìedde sfritte”.
 Las orecchiette son un tipo de pasta típico de esa región y por suerte las puedo encontrar en uno de estos grandes supermercados. Se pueden sustituir por otro tipo de pasta “corta” (macarrones, fusilli, farlalle).


Muchas gracias, Ross!


BUON SABATO!## FELIZ SÁBADO!






          










15 gennaio 2013

Friarielli and love


SIGNORI E SIGNORE, ECCO A VOI I FRIARIELLI!!!
***
                      SEÑORES Y SEÑORAS, LES PRESENTO LOS FRIARIELLI!!!


Prima ricetta del 2013, prima ricetta da un gusto speciale.
Il mio contorno preferito, la verdura adorata e prediletta dai noi napoletani. Sì, sono loro signori, i miei amati friarielli. Non a caso, hanno ispirato il nome del blog. Questa deliziosa verdura si coltiva solo in Campania e principalmente nel territorio vesuviano (dove sono nata e cresciuta) e contraddistingue la nostra cucina.Sono tornata a casa per le feste natalizie e durante un pranzo con  la mia famiglia ho scattato delle foto pensando in questo post. Era mio dovere scrivere un post "friarielloso"! Sono stati preparati da mia madre, come vuole la tradizione:con aglio, olio e peperoncino. 
Ah, sfortunato colui che non ancora ha avuto l'occasione di far incontare il proprio palato con una vera poesia!
***
Primera receta del 2013, una receta muy especial, especialísima!
Mi plato preferido, la verdura adorada y predilecta por nosotros napolitanos. Sí señores, son ellos, mis amados friarielli. De hecho, fueron la inspiración para el nombre del blog. Esta deliciosa verdura se cultiva sólo en unas zonas de mi región (…donde yo vivo!) y es un símbol de la cocina napolitana. Las fotos las saqué en una comida con mi familia durante las vacaciones de Navidad. De hecho, los preparó mi mamá según la receta tradicional: con ajo, aceite y guindilla. Durante mi estancia los comí en casa, fuera de casa, con carne, sin carne, con pan, con pizza…
Ay, pobre él que todavía no ha tenido la ocasión de hacer encontrar su paladar con una verdadera poesía!
Quiero informar a mis lectores españoles que hace unos años descubrí que los friarielli son parecidos a los grelos, una verdura típica de Galicia. Los encontré en bote en un supermercado pero no me convenció el sabor. Sigo con mi búsqueda para encontrarlos frescos en Barcelona pero de momento ha sido complicado. Mejor que planee un viaje a Santiago de Compostela!

Vi lascio una canzone di un altro simbolo di Napoli:Pino Daniele.
***
Os dejo una canción de otro símbol de Nápoles:Pino Daniele.